Crescere tra le righe o fuori dagli schemi?

Foto by Osservatorio on Instagram (http://instagram.com/osservatorio/# )

 

A Borgo La Bagnaia, sulle colline senesi, si è tenuta l’ottava edizione di “Crescere tra le righe”, convegno volto all’incontro tra studenti delle scuole superiori e mondo dell’editoria nazionale e internazionale. Medesimo il fine dell’ Osservatorio Permanente Giovani-Editori, associazione che ha organizzato l’iniziativa, all’interno di un più ampia missione di “aiutare i giovani di oggi a diventare i cittadini di domani, sviluppando quello spirito critico che rende l’uomo libero”. Soprattutto diffondendo, attraverso le scuole, la buona abitudine di leggere più quotidiani a confronto, grazie al progetto “ Il Quotidiano in classe”, che ormai coinvolge numerosi studenti. Due milioni (ovvero il 75% dei ragazzi italiani di età compresa tra i 14 e 18 anni), che settimanalmente esprimono la propria opinione su fatti di attualità e la mettono in confronto con quella dei coetanei.

Abbiamo partecipato all’evento nella sua giornata conclusiva: sono intervenuti rappresentanti dei gruppi editoriali, delle fondazioni bancarie, di Confindustria, a cui hanno ribattuto le domande pungenti degli studenti del pubblico. In linea generale, sono stati affrontati i seguenti  temi: l’informazione come strumento di formazione, la qualità dei contenuti nei giornali per fornire interpretazioni dei fatti piuttosto che narrazioni e poi la coesione sociale, la disoccupazione giovanile, il rapporto cartaceo-digitale nell’informazione…

Su quest’ultimo argomento si è soffermata in particolare Jill Abramson, prima e attuale direttrice donna del New York Times, a cui è stato attribuito il titolo di donna americana più interessata al digitale. In questa direzione, la realizzazione di Snowfall, il racconto multimediale (con testi, foto, video, ricostruzioni grafiche, informazioni scientifiche…) di una violenta valanga: proprio contro questa novità si è scatenata la lucida domanda di una ragazza, che ha notato l’eccessiva spettacolarizzazione di una tragedia che ha causato tre morti. La giornalista americana ha ammesso che anche lei, prima di effettuare il progetto, si era posta la stessa questione. Questo è un esempio di un elemento che in generale abbiamo colto ascoltando il dialogo studenti-convegnisti: soltanto alcuni (e in questo caso, quasi solo gli americani) hanno risposto fermamente alle domande che venivano poste, mentre tutti gli altri divagavano, talvolta anche andando fuori-tema (distrazione? loquacità? o ignoranza?).

Appena prima della direttrice del NYT, era salito sul palco Peter Kann: il Premio Pulitzer del ’72 (la più prestigiosa onorificenza nazionale per giornalisti, letterari, compositori musicali, vinta anche dal giornalista che ha pensato Snowfall) ha svolto una vera e propria lezione di giornalismo con un decalogo valido sia per il cartaceo che per il digitale, che abbiamo riassunto con delle parole-chiave.

Dopo le regole, l’invito ad essere “irriverenti, rivoluzionari e mai conformisti” nella conclusione da parte del presidente dell’Osservatorio, Andrea Ceccherini. Che saluta i ragazzi con la canzone “Ora” di Jovanotti e facendo salire sul palco i pannelli grafici, realizzati in diretta per facilitare la visualizzazione dei temi citati (qui sotto un grafico all’opera).

 

 

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Letizia Chiarini ha scritto 27 post in questo blog.

vi do qualche indizio su di me: novantacinque, verdi, sonno, colline, cucire, ballare, fratelli, fischiettare, rossa, camera, determinazione, matematica, indecisione, panzanella, luglio, correre, girasoli, urla, onde, cartina, organizzazone... ps:scrivere...altrimenti non sarei qua! (nulla dies sine linea)

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