Un altro banco di prova

Avete presente quelle macchine fotografiche che si vedono nei vecchi film e che sembrano dei mobiletti con attaccato un telo nero sotto cui si nascondono i fotografi per scattare?

Ecco, quelli sono i primi modelli di banco ottico, un dispositivo che monta una rotaia e una camera oscura chiusa da un soffietto. Ancora oggi viene usato spesso nella fotografia professionale.

Il gruppo di ragazzi coinvolti dal progetto “Crescere che avventura”, in collaborazione con la realtà giovanile “Kontatto” hanno scelto di utilizzare il banco ottico per fotografare alcuni luoghi in Mugello legati all’Istituto degli Innocenti.

La storia dell’Ente e le vicende documentate nel suo archivio storico infatti, rimando spesso alle località mugellane dove si trovavano diverse fattorie e famiglie presso cui i bambini venivano mandati a balia o a lavorare.

Con il gruppo di giovani già coinvolti nelle attività di Kontatto, si è sviluppato un laboratorio fotografico dedicato proprio a ritrarre questi luoghi. E si è scelto di farlo con il banco ottico per provare a rispettare l’idea di tempo e memoria che li abita.

Qui di seguito alcune delle immagini scattate.

About Giancarlo

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La mia grande passione per la fotografia e il reportage sociale mi ha portato a fare l'imbianchino e il cameriere... Prima di arrivare ad attività umane ben più bieche, la fortuna ha voluto che incontrassi Ripplemarks (senza niente togliere a piatti e pennelli!). Eccomi qui servito a voi come esperto di comunicazione visiva!

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