Stessa Italia, diversi diritti

“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli” (Martin Luther King). Ed è proprio così. Miliardi di autobus, aerei, navi enormi e lunghissimi treni e ancora oggi si guarda agli altri come a “diversi”. Sono secoli e secoli, sin dall’affermazione del movimento illuminista, che si parla di concetti come cosmopolitismo. Un principio semplice, che trova tutt’ora difficoltà nell’essere realizzato. Essere cittadini del mondo significa avere gli stessi diritti e libertà degli altri ovunque si vada. Significa sentirsi a casa, essere accettati e non discriminati, anche in paesi diversi dalla propria madrepatria.

Riflettendo su tutto ciò, noi ragazzi siamo arrivati a porci alcune domande. Diamo la giusta considerazione ai diritti che ci sono concessi? È forse così scontato, per esempio, il diritto al voto? Come ci sentiremmo in uno stato, diverso da quello della nostra provenienza, ma che ormai è divenuto “casa nostra”, non potendo, nonostante ciò, godere dei diritti che spettano a tutti gli altri?

Un’intervista doppia ci introduce in queste considerazioni: cosa vuol dire essere cittadini italiani? E cosa vuol dire non esserlo?

Stessa Italia, diversi diritti from Gruppo Ripplemarks on Vimeo.

About FrancescaZ

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18 anni, frequenta il quarto anno di un Liceo Scientifico e il suo professore di Italiano le trasmette ogni giorno di più la sua passione per la letteratura. È una ragazza timida e un po' riservata, ma se inizia a parlare non la ferma nessuno. Le piace leggere, ridere e spesso "fuggire" in qualche canzone. Vorrebbe girare il mondo.

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