Un groviglio di esperienze

In un splendente venerdì mattina siamo andati a Milano, per visitare il museo di un’istituto simile a quello degli Innocenti. Il museo che raccoglie gli archivi degli istituti Martinitt e Stelline entrambi dediti all’accoglienza degli orfani. Il viaggio di due ore in frecciarossa è stato piacevole e  il panorama era magnifico. Dato che era la mia prima volta a Milano appena scesa dal treno sono rimasta letteralmente a bocca aperta nel vedere la meravigliosa stazione centrale. Da qui siamo andati a prendere la metropolitana (nella mia città non esiste e quindi anche questo mi è piaciuto nonostante abbia avuto delle evidenti difficoltà a passare attraverso quei maledetti tornelli elettronici!), puzzo a parte il viaggio è stato divertente. Una volta tornati sotto la luce splendente del sole abbiamo chiesto dove fosse l’istituto e con sollievo ci hanno detto che non era molto lontano da lì. All’incrocio principale ho avuto la sensazione di essere intrappolata dai fili elettrici delle innumerevoli linee di tram che occupano le strade milanesi.


Una volta dentro il museo dell’istituto “Martinitt&Stelline” siamo stati accolti da delle collaboratrici che ci hanno illustrato a grandi linee la storia dell’istituzione. Così abbiamo scoperto che il museo è stato inaugurato nel 2009 e garantisce la conservazione e la fruizione dei beni culturali e degli archivi dei due orfanotrofi (generalmente non aperti al pubblico ma che noi abbiamo avuto il privilegio di poter visitare). La caratteristica fondamentale di questo museo è l’interattività, fatto che al giorno d’oggi lo rende più accattivante rispetto al classico vecchio museo e in più permette di mostrare più materiale rispetto alla classica teca di vetro. Il visitatore entrando nelle varie sale insonorizzate ha la sensazione di viaggiare nel tempo, perché grazie a proiettori, giochi, simulazioni e sceneggiature si può entrare dentro la storia dell’istituto nelle varie epoche. La cosa esaltante è che ovunque ci sono rumori di sottofondo: come risate, passi e parole.
Visitando il museo si ha la sensazione di esserne “padroni” nel senso che si può scegliere (ad esempio mettendo un timbro su l’immagine proiettata sul tavolo) di quale benefattore vogliamo leggere i documenti e le informazioni, mentre sulla parete vengono proiettate le immagini più significative che lo riguardano.
Le possibilità date dalla tecnologia rendono questo museo molto interessante e permettono ad ogni visitatore di costruire la visita in base ai propri interessi. Quindi se passate dalle parti di Milano vi invito a visitare questo museo, per vedere un’ottimo esempio di allestimento multimediale e per perdersi tra le mille storie racchiuse negli archivi dei due orfanotrofi.

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Francesca Boni ha scritto 1 post in questo blog.

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One Response to “Un groviglio di esperienze”

  1. Silvana Taglianini
    27/04/2013 at 16:24 #

    Brava Francesca! Molto contenta per la tua nuova avventura “professionale”. In bocca al
    lupo a te e bravi Alessandra e Giancarlo! :) Silvana

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