I figli della musica

Pietà: “sentimento di compassione suscitato dai dolori o dalle infelicità altrui“.
Ma nel quotidiano come si trasforma questo sentimento di ‘pietà’? Noi di Ripplemarks abbiamo affrontato pioggia e decine di calle (vie) di Venezia per trovare una possibile risposta.

Nacque nel 1346 ed accoglieva ogni anno centinaia di orfani provenienti da ogni dove, cercando di dare loro la speranza di avere un futuro: è l’Istituto Provinciale per l’Infanzia ‘Santa Maria della Pietà’ di Venezia.

Era il francescano fra Petruccio d’Assisi, che chiedeva ‘pietà pietà’ per tutta Venezia, a raccogliere i bambini e ad ospitarli in appartamenti donati dai nobili veneziani. Da qui il nome dell’Antico Ospedale della Pietà.

L’Istituto e’ strutturato in modo diverso da quello degli Innocenti di Firenze: c’è’ un aspetto però che va al di là di ogni differenza visiva concreta. In entrambi gli edifici si avverte un groviglio di energie, come se ci fosse una calamita che nel corso del tempo ha attirato a se le storie di tutte le persone che sono vissute tra le loro mura. Storie che suscitano curiosità, perché tenute riservate. Ci sentiamo attratti da questi luoghi dove si sono incrociati così tanti dolori ma anche tante speranze. Speranza di potercela fare; speranza di poter ritrovare ed essere ritrovati da qualche familiare; speranza che l’oggetto spezzato (che spesso veniva lasciato con i bambini abbandonati, per poterli poi riconoscere in futuro) un giorno si ricongiungesse con l’altra metà.

Quante vite sarebbero andate in fumo, quanti bambini sarebbero morti se non fossero esistite proprio queste istituzioni? Ovunque tra la popolazione, magari tra i nostri amici o i nostri cari, ci sono persone che discendono da bambini cresciuti proprio in quegli istituti.

Sfogliando i documenti in archivio ci siamo resi conto di quanto fosse maggiore il numero di bambini che purtroppo morivano rispetto ai fortunati che venivano accolti in nuove famiglie o che venivano impiegati all’interno dell’istituto.
Infatti, a proposito del titolo di quest’articolo, i bambini e le bambine accolti alla Pietà studiavano musica e avevano Vivaldi tra i loro insegnanti!

E’ ovvio che dietro il mantenimento della maggior parte dei bambini che restavano, era necessaria, ogni anno, la raccolta di grandi somme di denaro. I soldi potevano essere ricavati da donazioni, dall’affitto di proprietà immobili o da elemosine. Quindi vi era anche un’amministrazione che si occupava della gestione degli affari.

Fu anche grazie all’operato di queste istituzioni che la mortalità infantile diminuì. La storia ci insegna che più è elevato il numero di abitanti, in relazione anche all’ampiezza del territorio circostante, e migliore è l’organizzazione e la crescita economica. Questo è proprio quello che accadde secoli fa, in città come Firenze e Venezia, anche grazie alla nascita di queste istituzioni.

Articolo di Lorenzo Veneri e Alice Guerrini

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