Curiosità per l’ospite americana

Purtroppo è raro che capiti, ma fortunatamente mi è capitato.

Sto partecipando a uno scambio tra la mia scuola e l’americana NCSSM (North Carolina School of Science and Math). Considerata la disorganizzazione burocratica, è stata un’avventura riuscire a progettarlo: abbiamo richiesto finanziamenti regionali e provinciali (che non sono arrivati), fino a gennaio non avevamo professori disponibili ad accompagnarci in America per la protesta contro Profumo, ma il governo si è dimesso e allora abbiamo scritto bandi di gara per le agenzie di viaggi, fatto riunioni per i genitori… Ma soprattutto abbiamo accolto venti ragazzi a Firenze, nelle nostre case. E io e i miei colleghi Ripplermarksiani non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di chiedere qualche curiosità alla mia “partner” (così dicono loro).

Partiamo dalle cose utili: qual è il posto migliore da vedere che consiglieresti a uno straniero?

Le mete turistiche più popolari sono New York, Los Angeles, Las Vegas, Washington e la Florida (dove si trova Disney World), il Grand Canyon, il Parco Nazionale di Yellowstone. E’ molto difficile scegliere soltanto un posto: forse io opterei per Boston, città ricca di storia e di celebri scuole.

A proposito, qual è il percorso di studi americano?

Alle elementari  impariamo le basi di matematica, inglese, sociologia, scienze più altre materie speciali (arte, musica, educazione fisica). Alla scuola media studiamo a livello avanzato matematica, inglese, sociologia, scienze e iniziamo a frequentare i club. Alle superiori possiamo scegliere qualsiasi materia (e per ognuna dobbiamo raggiungere una soglia minima di crediti, passando gli esami) a seconda degli interessi.

E come si svolge una tipica giornata scolastica?

La mia scuola è piuttosto diversa dalla tipica scuola superiore americana e molto simile all’università (io e miei compagni siamo selezionati, viviamo in dei dormitori…). Scelgo io quali corsi desidero e a che ora desidero (anche se fisica e matematica sono obbligatori). Tra una lezione e l’altra c’è una pausa, durante la quale spesso faccio i compiti. Per tutti gli studenti c’è un orario comune per i pasti: per mangiare possiamo andare alla “Cafeteria” della scuola o fuori dal campus o nelle nostre camere. Le ultime lezioni finiscono alle 16.30 e poi siamo liberi di fare qualsiasi cosa. La maggior parte di noi partecipa ad attività sportive o club (ad esempio, io faccio volontariato e tutoraggio per ragazzi più piccoli). Poi di solito ci incontriamo con i miei amici in biblioteca, dove studiamo fino all’ora di cena. Dopodiché vado a ripetizioni, dove posso ricevere un aiuto dai professori per prepararmi ai test. Infine, ognuno torna nel proprio dormitorio e studia (di solito dalle 22 alle 1 di mattina, o anche fino alle 3). Ti racconto anche la giornata di mia sorella, che frequenta una normale scuola superiore. Entra a scuola alle 8.10 e ha un orario fisso: ogni giorno quattro materie da un’ora e mezza ciascuna e pranza lì. Lo stesso programma vale per un semestre, per quello successivo studia altre quattro materie (otto all’anno). La scuola finisce alle 3.15, quando ognuno frequenta le proprie attività extra-curriculari, come sport, teatro o altri club. Soltanto alcuni professori tengono le ripetizioni, che durano circa un’ora o due dopo la scuola.

Passiamo alle relazioni internazionali: quali sono i pregiudizi americani nei confronti degli italiani?

A dir la verità, non conosco molti stereotipi negativi riguardo l’Italia: pensiamo che voi siate dei festaioli, che la mafia è molto diffusa, che gli studenti abusano di alcol e fumo. Ma questi pregiudizi possono essere applicati anche a noi, inclusa la mafia. Io, personalmente, sapevo soltanto dei monumenti, dei personaggi storici come Michelangelo e del gelato delizioso.

Qual è stata la tua prima impressione quando sei arrivata qui?

Avevo ragione: l’Italia è un bel paese. E ho capito perché. Camminare per le rustiche vie di Firenze, dove un tempo vissero celebri personalità, mi ha permesso di conoscere le loro ispirazioni e ciò ha ispirato anche me. Gli italiani che ho conosciuto erano di larghe vedute, intelligenti, talentuosi, accoglienti e davvero cortesi, anche se era davvero straordinario essere circondata da persone che non parlavano la mia stessa lingua: mi sentivo come in un libro di avventure! Invece, il cibo non mi ha mai fatto smettere di avere l’acquolina in bocca! In conclusione, l’Italia mi ha aperto gli occhi su tutte le meraviglie della vita e mi ha insegnato l’importanza di apprezzarne ogni momento.

Quali differenze hai notato tra America e Italia?

Ci sono molte somiglianze, ma l’Italia mi sembra più di mentalità aperta. Specialmente per me, essendo di colore, vivere in America talvolta può essere più difficoltoso. Per quanto riguarda lo stile di vita, ho rilevato subito che voi italiani siete “di bocca buona”, ma il cibo che mangiate voi è molto più salutare, mentre il nostro fa ingrassare (da qui il problema dell’obesità).

E’ il problema dell’obesità. Ci sono anche difficoltà per l’integrazione degli immigrati?

C’è una situazione problematica al confine col Messico: in questo paese il governo è corrotto e molti messicani tentano di entrare illegalmente negli Stati Uniti. Ma in generale dipende dal contesto in cui vanno ad inserirsi gli immigrati: esistono aree conservative (più restrittive) e aree liberali (più accoglienti verso le minoranze).

E invece come è affrontato il bullismo?

Questo è un enorme problema per noi: le scuole hanno creato programmi per la consapevolezza di tale fenomeno. Recentemente è stato realizzato un documentario intitolato “Bully” che fa luce su questo aspetto della nostra società.

Qual è il futuro dell’America dal tuo punto di vista?

L’America continuerà a crescere nella sua diversità accogliendo nuove idee e molte più persone creative faranno invenzioni, grazie al progresso della tecnologia e della scienza, come ha fatto Mark Zuckerberg (fondatore di Facebook).

Dunque, l’America è una nazione modello?

Sì, è un paese noto per la libertà (derivata dalla Costituzione che attribuisce al popolo diritti inalienabili, come la vita, la libertà e la ricerca della felicità). Molte persone immigrano negli USA per inseguire il cosiddetto “American Dream”: qui, se ti impegni, hai molte opportunità per raggiungere i tuoi sogni.

Aspettando che il sogno americano (di andare in America) si realizzi anche per me, vi invito a commentare l’articolo qui, su Facebook o Twitter se avete altre curiosità da chiedere ai nostri partner.

About leti

Letizia Chiarini ha scritto 27 post in questo blog.

vi do qualche indizio su di me: novantacinque, verdi, sonno, colline, cucire, ballare, fratelli, fischiettare, rossa, camera, determinazione, matematica, indecisione, panzanella, luglio, correre, girasoli, urla, onde, cartina, organizzazone... ps:scrivere...altrimenti non sarei qua! (nulla dies sine linea)

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

No comments yet.

Leave a Reply

*